Quanto contribuiscono gli editori al contenuto di una pubblicazione scientifica?

Un contributo interessante al dibattito sul contributo (e relativo costo, vedi il tema delle APC) degli editori alla qualità dei lavori scientifici che pubblicano viene da una recente ricerca depositata in ArXive:

Klein, Martin; Broadwell, Peter; Farb, Sharon E.; Grappone, Todd. Comparing Published Scientific Journal Articles to Their Pre-print Versions.  Aprile 2016. arXiv:1604.05363

In questo paper si prendono in esame i pre-print depositati in ArXiv in alcuni ambiti disciplinari (in particolare, fisica) in confronto alla versione pubblicata su rivista dei medesimi prodotti per misurarne la quantità degli interventi di modifica intervenuti, avendo anche avuto l’accortezza di controllare che la versione pre-print fosse stata effettivamente depositata prima della pubblicazione dell’articolo, per cercare di scremare i casi in cui venisse depositata la versione editoriale.

Academic publishers claim that they add value to scholarly communications by coordinating reviews and contributing and enhancing text during publication. These contributions come at a considerable cost: U.S. academic libraries paid $1.7 billion for serial subscriptions in 2008 alone. Library budgets, in contrast, are flat and not able to keep pace with serial price inflation. We have investigated the publishers’ value proposition by conducting a comparative study of pre-print papers and their final published counterparts. This comparison had two working assumptions: 1) if the publishers’ argument is valid, the text of a pre-print paper should vary measurably from its corresponding final published version, and 2) by applying standard similarity measures, we should be able to detect and quantify such differences. Our analysis revealed that the text contents of the scientific papers generally changed very little from their pre-print to final published versions. These findings contribute empirical indicators to discussions of the added value of commercial publishers and therefore should influence libraries’ economic decisions regarding access to scholarly publications.

Il paper è ben argomentato e il metodo di analisi chiaramente descritto. Tra i vari risultati, propongo l’immagine che rappresenta i risultati della comparazione sul testo degli articoli analizzati

Analisi comparativa sul testo degli articoli (from Comparing Published Scientific Journal Articles to Their Pre-print Versions)
Analisi comparativa sul testo degli articoli (from Comparing Published Scientific Journal Articles to Their Pre-print Versions)

 

La forte presenza di valori nella zona sinistra del grafico, scrivono gli autori, dà evidenza al fatto che nella paggior parte dei casi non ci sono elementi, né a livello editoriale né a livello semantico, che portino a distinguere il pre-print dalla versione successivamente pubblicata su rivista. Nel 95% dei casi dei testi degli articoli del corpus analizzati, infatti, il livello di somiglianza è pari allo 0.7 o superiore su tutte le misure effettuate (valori normalizzati, tra zero e uno, vuol dire quindi somiglianti almeno al 70%) .

Chiaramente, come dichiarano gli autori stessi, i risultati della ricerca vanno presi con le molle, innanzitutto poiché l’ambito della ricerca è fortmenete limitato dal punto di vista dell’ambito disciplinare, comunque si tratta di una ricerca che porta un contenuto originale e interessante, oltre che con basi concrete, al dibattito sul valore del contributo degli editori alla qualità scientifica dei paper pubblicati, in particolare in anni di progressiva riduzione dei budget delle biblioteche.