Discovery tool e ILL: quale rapporto?

Un articolo pubblicato su College & Research Library [zotpressInText item=”{4RCFM99B}”] contribuisce a fare luce sul rapporto tra discovery tool e circolazione dei materiali cartacei. In particolare, vengono esaminate le conseguenze dell’adozione di Summon sull’andamento dei prestiti interbibliotecari (ILL) in un periodo di 4 anni.

Questo studio nel complesso indica che l’adozione di un discovery tool può portare a una riduzione del numero dei prestiti interbibliotecari di materiali posseduti localmente, liberando il personale prima dedicato a questo per espandere i servizi in nuove aree, a maggior valore.

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Discovery tool web-scale come Summon (Proquest), WorldCat Local (OCLC), EDS (EBSCO), o Primo (Ex Libris/Proquest) vengono spesso pubblicizzati come una soluzione unica per permettere agli utenti l’accesso ai contenuti di proprietà e e acquisiti sotto licenza dalla biblioteca, migliorando la reperibilità e l’effettivo recupero delle risorse. Valutare quanto bene questi sistemi raggiungano tale obiettivo, però, può essere difficile.

Questo articolo analizza l’uso dei dati delle richieste di prestito interbibliotecario come mezzo per valutare se il sistema Summon ha permesso di raggiungere l’obiettivo di migliorare il recupero.1Lo studio oggetto dell’articolo è stato condotto nelle biblioteche dell’Università statale di Pennsylvania

L’analisi si è concentrata sulle richieste di prestito interbibliotecario per documenti posseduti localmente, che venivano comunque e per una serie di motivi diversi richieste in prestito interbibliotecario.

Nei quattro anni successivi all’adozione del discovery tool, si è verificata una diminuzione del 22 per cento delle richieste di prestito interbibliotecario verso altre biblioteche (per i materiali che l’ateneo possedeva).

Le richieste da parte degli studenti sono scese in percentuale superiore a quelle dei docenti, del personale e di quelle degli studenti laureati. Le richieste di articoli sono scese più di quelle dei prestiti nel caso degli studenti.

Due anni dopo l’implementazione del discovery, il numero di richieste  di prestito interbibliotecario da parte degli studenti universitari per i materiali posseduti a livello locale di proprietà o concessi in licenza è sceso del 57 per cento.

 

Riferimenti bibliografici

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Note   [ + ]

1. Lo studio oggetto dell’articolo è stato condotto nelle biblioteche dell’Università statale di Pennsylvania