Vietato dormire in biblioteca

Sleeping in the library IIProposto un nuovo regolamento per le biblioteche pubbliche di Washington: assai stranamente viene mantenuto il divieto di dormire in biblioteca. Ne dà notizia il Washington Post.

A partire dal primo febbraio, dunque, con l’entrata in vigore delle nuove norme, non arriverà la rivoluzione attesa e dormire in biblioteca non sarà ancora permesso.
Ginnie Cooper, chief librarian, si limita a precisare che quella del dormire in biblioteca «Non è un’attività che normalmente incoraggiamo».


sleeping in the library I

Leggendo l’articolo una volta in più, traspare allora quanto quello degli homeless che utilizzano la biblioteca come rifugio temporaneo per dormire un po’ di tempo, tranquilli e al caldo, sia un problema diffuso nelle biblioteche USA.
Chissà com’è la situazione dalle parti nostre…

2 Comments

  • dalle parti nostre è esattamente la stessa cosa: dormire in biblioteca è una consolidata tradizione, condivisa da perfetti cittadini e homeless diseredati…
    è una cosa che fa un po’ sorridere ma in effetti non è un problema così semplice: a volte diversi posti a sedere (poltrone in primis) sono occupati da bisognosi di un rifugio, ma d’altra parte chi li caccerebbe fuori sotto la neve o al caldo estivo? personalmente sarei per una tolleranza molto ampia…
    e gli homeless non sono niente paragonati ai malati mentali, il cui impatto può essere molto più forte su pubblico e operatori della biblioteca. A Bologna sappiamo per certo che ci sono servizi psichiatrici che “consigliano” i loro utenti di passare del tempo in biblioteca
    che gli americani si pongano il problema di regolamentare questi aspetti forse è il segno di una maggiore tradizione di attenzione verso il pubblico reale?

  • È possibile che ci sia maggiore attenzione da quel punto di vista, anche perché il resto dell’articolo parla di un’altra norma, che limiterebbe la possibilità di entrare nelle biblioteche con borse e buste. Provvedimento, anche questo, destinato a colpire i senzatetto più che altri.
    D’altra parte mi piacerebbe sapere (visto quello che scrive Virginia sui rapporti tra biblioteche e cittadini difficili in Italia) quanto pesi sulle già magre risorse delle biblioteche questa diffusa supplenza di servizi che altri dovrebbero erogare: non solo homeless e malati mentali, ma anche persone che utilizzano le biblioteche come internet point, come URP e chi più ne ha più ne metta.

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