Migrare a OJS (per tacer del SEO)

Se pubblichi una rivista su web e hai intenzione di passare a un diverso sistema di gestione, come per esempio OJS, dovresti preoccuparti di gestire anche l’aspetto SEO di questa migrazione.

Fatto impropriamente, infatti, il trasferimento del sito può avere effetti negativi sul posizionamento della tua rivista nei motori di ricerca. Proprio Google, infatti, ha pubblicato una guida che fornisce una serie di suggerimenti utili in caso di Trasferimento, spostamento o migrazione del sito. Vediamo insieme come applicarla a una rivista che passa a OJS.

Due sono i casi da analizzare:

  • il sito si trasferisce senza cambio di URL
  • la migrazione del sito implica il cambio delle URL dei contenuti, che può a sua volta contemplare tre casistiche:
    • cambio di protocollo: da http://www.ilmiosito.com a https://www.ilmiosito.com
    • cambio di nome di dominio: da ilmiosito.com a ilmiosito.net
    • cambio dei percorsi delle URL: da example.com/page.php?id=1 a example.com/articolo

Trasferimento senza cambi di URL

Si tratta del caso più semplice da gestire, per esempio nel caso in cui trasferiamo la nostra installazione di OJS da un provider a un altro, senza che alcuna URL cambi.

È il caso più semplice da gestire proprio perché, non cambiando nessun link, non ti devi preoccupare di nulla dal punto di vista del ranking nei motori di ricerca.

Bada solo di verificare la corretta propagazione delle modifiche al DNS per essere certo che non ci siano problemi e non dovresti fare nient’altro.

Chiudi l’infrastruttura precedente solo quando sei sicuro che il DNS si sia correttamente propagato e tutti riescono ad accedere ai nuovi contenuti: i motori di ricerca potrebbero penalizzare il tuo sito se presenta problemi di connettività.

Trasferimento con cambi di URL

Si tratta del caso più complesso che può corrispondere a tre casi, cambio di protocollo, di nome di dominio e cambio dei percorsi delle URL, che potrebbero verificarsi tutti o solo in parte.
Segui le quattro fasi di base suggerite da Google:

  1. Prepara il nuovo sito e testalo attentamente.
  2. Prepara un mapping di URL per reindirizzare dagli URL correnti ai nuovi URL corrispondenti.
  3. Inizia lo spostamento del sito configurando il server in modo che reindirizzi dai vecchi URL a quelli nuovi.
  4. Monitora il traffico sugli URL vecchi e nuovi.

Preparazione del nuovo sito

Una volta che ti sei occupato degli aspetti legati allo spostamento dei contenuti (configurare il sistema OJS e caricare i contenuti, trasferire i PDF degli articoli e le immagini etc.) devi provvedere alle questioni più specificamente legate alla SEO:

  • configurare il nuovo robots.txt in maniera da permettere ai motori di accedere correttamente ai contenuti sul nuovo sito
  • impostare la visualizzazione degli errori per i contenuti eliminati o non rediretti (errori 404 o 410)
  • verificare il sito per Google e Bing Webmaster Tool, in maniera da poter monitorare il processo di trasferimento dal punto di vista dei motori.

Mapping delle URL

Il primo passo è quello di generare un elenco delle tue vecchie URL, per associarle alle nuove destinazioni.

Il metodo per recuperare l’elenco di vecchie URL dipende dalla configurazione del tuo sito web corrente. Se utilizzavi un CMS, potresti estrarre dal database l’elenco delle URL e dei titoli corrispondenti. Se invece il tuo vecchio sito era gestito in maniera statica, potresti estrarre l’elenco delle URL guardando direttamente nelle cartelle del server, se si tratta di poche decine di file.

Riporta nel tuo file le URL relative, in questo modo ti sarà più facile procedere con i redirect

Nel caso il tuo sito avesse già qualche centinaio di pagine, potresti usare uno strumento software, un crawler, per esempio Visual SEO.

Probabilmente ti converrà usare un foglio di calcolo, riportando in una colonna l’elenco delle vecchie e in un’altra quello delle nuove URL.
Dopo avere recuperato l’elenco delle vecchie URL, devi decidere la destinazione a cui ogni URL deve reindirizzare. La modalità di memorizzazione di questo mapping dipende dai tuoi server e dallo spostamento del sito.

Evita di reindirizzare tante URL del vecchio sito a un’unica destinazione non significativa, come per esempio la home page del nuovo sito. Questo potrebbe confondere gli utenti e potrebbe essere considerato un errore soft 404.

Nel caso di OJS potresti valutare di far convergere verso un’unica pagina due vecchie URL, per esempio la versione HTML e PDF del medesimo articolo.

Nota che OJS considera URL preferita (canonical) di ciascun articolo quella che punta alla flash page (la pagina con i metadati) e inserisce il riferimento corretto nei metatag delle pagine dei full text.

Metatag OJS con link canonical
Metatag OJS con link canonical

A questo punto puoi preparare i redirect 301 HTTP, il modo più efficace per gestire il reindirizzamento per i motori di ricerca.

Fai puntare ciascun redirect alla sua destinazione finale, evita le catene di redirect.

Per realizzare un redirect 301 ti basterà infatti creare un file chiamato .htaccess nella directory root del server e inserire in questo file una riga analoga a quella qui sotto per ogni pagina che vuoi redirigere:
Redirect 301 /old.php http://www.miosito.com/new.php

Il foglio di calcolo che hai creato in precedenza sarà fondamentale se devi reindirizzare molte URL perché potrai creare tutte le righe che ti occorrono in un lampo, utilizzando gli strumenti che il software ti mette a disposizione (aggiungi colonne, concatena ecc.).

Iniziare lo spostamento del sito

  • Rimuovi tutte le istruzioni del file robots.txt del sito di origine; in questo modo Googlebot e gli altri spider potranno trovare tutti i reindirizzamenti al nuovo sito
  • Assicurati che il file robots.txt del sito di destinazione consenta la scansione dell’intero sito, comprese le immagini e i file PDF caricati nella cartella uploads
  • Se hai cambiato anche DNS, invia una notifica di cambio di indirizzo per il vecchio sito in Search Console (N.B. attualmente, lo strumento non supporta i seguenti tipi di spostamenti di sito: modifiche nel nome del sottodominio, modifiche di protocollo, da HTTP a HTTPS, o modifiche che interessano solo il percorso delle URL)

La visibilità dei contenuti nelle ricerche sui motori potrebbe variare temporaneamente durante lo spostamento. È normale e le posizioni del sito si stabilizzano nel tempo.

  • Configura il vecchio sito web in modo che reindirizzi gli utenti e Googlebot al nuovo sito in base al mapping di URL.
  • Sul sito di destinazione, invia le due Sitemap contenenti gli URL vecchi e nuovi approntati prima.
  • Conserva i reindirizzamenti per più tempo possibile e, meglio ancora, per sempre.

Come regola generale, per lo spostamento di gran parte delle pagine di un sito web di medie dimensioni potrebbero occorrere alcune settimane, mentre per i siti più grandi occorre più tempo, anche sei mesi.

A questo punto, la migrazione SEO del tuo sito è completata.

Ti suggerisco di monitorare attentamente la situazione nel corso delle settimane successive, magari proprio utilizzando la Google Search Console, in particolare i rapporti:

  • Stato dell’indicizzazione: dove i  grafici dovranno riflettere la migrazione, mostrando un calo del numero di URL indicizzate del vecchio sito e un aumento del numero di URL indicizzate del nuovo sito.
  • Rapporti Errori di scansione: dove potrai verificare la presenza di errori di scansione imprevisti.

Tratto dalla Guida Google su Trasferimento, spostamento o migrazione del sito.