Licenze e diritti in riviste open access: ecco le basi

Lo scopo di questo editoriale è quello di coprire nel modo più succinto possibile i principi fondamentali del diritto d’autore e le licenze che gli editori open access hanno bisogno di conoscere, e di fornire loro una guida nel prendere le decisioni in questo ambito.

Heather Morrison
Heather Morrison

In ogni paese che ha sottoscritto la Convenzione di Berna 1World Intellectual Property Organization (WIPO). (1995). Berne Convention for the Protection of Literary and Artistic Works: Paris Act of July 24, 1971, as amended on September 28, 1979. Geneva: World Intellectual Property Organization.i diritti di autore scattano automaticamente, si estendono per 50 anni dopo la vita dell’autore e riguardano un insieme di diritti, compresi sia diritti morali sia economici. Sotto Berna, i diritti morali non vengono trasferiti anche quando gli autori trasferiscono tutti i diritti economici. Berna copre alcuni diritti degli utilizzatori (per esempio, il diritto di tradurre, il diritto di trasformare il lavoro attraverso gli adattamenti o accordi, il diritto di esecuzione pubblica, il diritto di recitare in pubblico, il diritto di comunicare la realizzazione delle opere al pubblico, la diritto di trasmettere, il diritto di riprodurre e il diritto di utilizzare il lavoro come base per un’opera audiovisiva), ma lascia molto a discrezione di ogni paese.

Per questo motivo, i diritti degli utilizzatori sono variabili da un paese all’altro, quindi per gli editori open access è importante chiarire esplicitamente tali diritti.

Anche se i diritti di utilizzazione economica, per legge, spettano inizialmente tutti all’autore, egli può concedere tutti i diritti che un editore richiede attraverso specifiche licenze. Non è necessario un trasferimento globale dei diritti.

La licenza di pubblicazione può essere concessa in maniera implicita o esplicita. Implicita significa che anche senza un contratto, quando un autore ha presentato un articolo per la pubblicazione e successivamente ha inviate le bozze riviste dopo la revisione tra pari, approvato eventuali modifiche editoriali etc., l’autore ha implicitamente concesso il diritto di pubblicare. Tuttavia, una licenza esplicita permette di chiarire in maniera semplice chiarire come sono condivisi i diritti tra l’autore e l’editore ed è buona norma per evitare potenziale confusione — ed è necessaria anche con la pubblicazione sotto licenza Creative Commons.

I termini di una licenza ufficiale autore— rivista dovrebbero affrontare le esigenze di entrambe le parti. Di seguito alcuni elementi che gli editori e/o gli autori comunemente cercano nell’editoria scientifica e/o sulle quali dovrebbero riflettere, liberamente ispirato agli elementi delle licenze Creative Commons.

Attribuzione
sia la rivista sia l’autore vogliono essere opportunamente riconosciuti e citati per il loro lavoro. Questo può creare confusione nel caso di licenze Creative Commons, che sono state originariamente progettate per l’uso da parte dei singoli creatori. È buona norma chiarire questo aspetto nell’accordo autore – rivista. Un esempio di testo potrebbe essere: “entrambe le parti concordano sull’attribuzione di questo articolo come segue: rivista x accetta di riconoscere l’autore [inserire gli autori nel modo in cui desiderano essere citati] e l’autore si impegna a riconoscere la rivista x come luogo della pubblicazione originale di questo articolo [inserire i dettagli di come la rivista vuole che l’articolo sia citato]. Si noti che è comune per i lavori di terzi  di essere compresi in altre opere accademiche; questi lavori richiedono un’attribuzione separata. Questo dovrebbe essere notato nel lavoro, ad esempio indicando il diritto d’autore e l’attribuzione al terzo insieme a note esplicative sui diritti, per esempio “Copiato con il permesso di [x]. Tutti i diritti riservati”. In prossimità delle informazioni sulla licenza di un articolo dovrebbe esserci un avvertimento che precisa che i diritti sull’articolo non includono opere di terze parti.
Commerciale / non commerciale
non esiste una definizione giuridica chiara di ciò che costituisce uso commerciale. Noi sosteniamo che rispetto a opere protette da copyright questo ha tradizionalmente un significato molto limitato, cioè la vendita del lavoro o fare uso della stessa opera a scopi pubblicitari (da distinguere dall’uso dei motori di ricerca che mostrano pubblicità sulla pagina dei risultati di ricerca). Molte riviste ad accesso aperto utilizzano la licenza più aperta disponibile, CC-BY.
Mantenere i diritti d’utilizzazione commerciale utilizzando l’elemento Noncommercial (NC):
Una rivista potrebbe voler mantenere i diritti commerciali esclusivi, in modo che i concorrenti non possano prendere i lavori e venderli o copiare l’intera pubblicazione e venderla in concorrenza con l’editore originale. Se questo è il caso, l’accordo autore-rivista dovrebbe specificare che l’autore e la rivista entrambi hanno diritti commerciali esclusivi (in modo che l’autore possa ri-pubblicare, per esempio un capitolo di un libro e riceverne royalties), oppure se la rivista ha diritti commerciali esclusivi. Se si utilizzano le licenze Creative Commons deve essere incluso l’elemento Noncommercial (NC). I diritti di diritti commerciali esclusivi possono appartenere sia alla rivista, o per l’autore (con diritti commerciali limitati concessi alla rivista attraverso l’accordo autore-rivista).
Adattamenti e opere derivate:
le licenze Creative Commons forniscono un mezzo per concedere diritti per creare adattamenti e opere derivate, come una traduzione. Se una licenza CC permette opere derivate, chiunque può tradurre il lavoro e pubblicare la traduzione senza autorizzazione. L’intera portata dei potenziali derivati non è stata ancora articolata. Gli autori che permettono adattamenti e opere derivate hanno ancora diritti morali e possono opporsi alla modifica, o richiedere che l’attribuzione sia rimossa. Gli autori possono specificare autorizzazioni aggiuntive, se necessario, per tutelarsi in questo senso..
Non opere derivate e CC+:
Se gli autori o le riviste non sono favorevoli ad adattamenti o derivati, dovrebbe essere usato l’elemento Non opere derivate (ND). C’è anche la possibilità di concedere autorizzazioni oltre ciò che la licenza permette, come ad esempio consentendo ai licenziatari di tradurre materiale anche in presenza di una licenza ND. In questo caso, considerare l’utilizzo di CC+ per indicare i permessi aggiuntivi offerti.
Condividi allo stesso modo o SA
è un elemento delle licenze CC che richiede che chiunque crei un adattamento o un’opera derivata usi esattamente la stessa licenza CC per il lavoro adattato. Si noti che questo non significa esattamente ciò che il senso comune intende con “condividi allo stesso modo”, cioè, “condividi con la stessa modalità che ho utilizzato io”. Ad esempio, se viene creata un’opera derivata da un lavoro CC-BY-SA in accesso libero, l’opera derivata potrebbe essere reso disponibile dietro un paywall o per un pubblico limitato, purché il creatore utilizzi una licenza CC- BY-SA. Anche se SA è comunemente considerata una licenza copyleft, sosteniamo che questa è un’indicazione di una limitazione di tutte le licenze CC. A differenza dell’accesso aperto, nessuna delle licenze CC implica necessariamente in sé anche la gratuità dell’accesso.

Un’alternativa a Creative Commons

Le licenze CC sono utili per le riviste ad accesso aperto, ma potrebbero non essere ottimali. Per questo motivo si consiglia agli autori e alle riviste di continuare a esplorare nuovi approcci per la concessione di licenze.

Ecco un approccio alternativo, ispirato dal testo seguente:

“Il contenuto di questo libro può essere riprodotto senza l’autorizzazione degli autori, in parte o nella sua interezza, a condizione che sia distribuito e messo a disposizione dei lettori gratuitamente, senza costi di servizio o qualsiasi altro costo. Gli autori inoltre farann oin modo che i curatori, gli  autori dei singoli  testi e i produttori delle immagini siano tutti correttamente citati per il loro lavoro”.2van der Zon, M. (2010). Excerpt from the copyright page from Langlois, Sakolsky, & van der Zon (2010) Islands of Resistance (Vancouver: New Star Books, 51 – 70), as cited in Elliott & Hepting (eds.), Free Knowledge: confronting the commodification of human discovery: University of Regina Press, 2015. P. 114. http://www.uofrpress.ca/publications/Free-Knowledge

Per le riviste ad accesso aperto, questo approccio potrebbe essere tradotto nelle seguenti licenza d’uso e licenza autore-rivista:

Licenza d’uso

Il contenuto di questo documento può essere riprodotto senza il permesso degli autori, in parte o nella sua interezza a condizione che sia distribuito e messo a disposizione del lettore gratuitamente, senza costi di servizio o di qualsiasi altro costo. Gli autori inoltre prevedono che i redattori, li  autori dei singoli  testi e i produttori delle immagini siano tutti correttamente citati per il loro lavoro.

Licenza autore-rivista

L’autore cede alla rivista il diritto di pubblicare [quest’opera], [e diritti commerciali esclusivi, se lo si desidera], a condizione che il lavoro sia pubblicato nei termini di questa licenza d’uso [inserire licenza d’uso indicata sopra].

Questo approccio potrebbe essere realizzato attraverso un sistema di accettazione online tramite click.

Si noti che sarebbe comunque necessario fornire una certa flessibilità. Ad esempio, non tutti gli autori potrebbero accettare esattamente gli stessi termini. Negli Stati Uniti, per esempio, i dipendenti del governo federale sono tenuti a pubblicare i loro lavori in pubblico dominio. Altri autori devono soddisfare i requisiti posti dalle diverse agenzie di finanziamento come ad esempio una licenza CC-BY, o possono avere i datori di lavoro con altre condizioni di pubblicazione che devono essere soddisfatte.


Questo post è la traduzione e adattamento di Heather Morrison, Lisa Desautels. Open access, copyright and licensing: basics for open access publishers. “Journal of Orthopaedic Case Reports”, 6, 1 (2016), p. 1-2. doi: 10.13107/jocr.2250-0685.360.

Nel rispetto dei termini della pubblicazione originale sul Journal of Orthopaedic Case Reports, questo articolo è pubblicato sotto una Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International License.

Creative Commons License

Note   [ + ]

1. World Intellectual Property Organization (WIPO). (1995). Berne Convention for the Protection of Literary and Artistic Works: Paris Act of July 24, 1971, as amended on September 28, 1979. Geneva: World Intellectual Property Organization.
2. van der Zon, M. (2010). Excerpt from the copyright page from Langlois, Sakolsky, & van der Zon (2010) Islands of Resistance (Vancouver: New Star Books, 51 – 70), as cited in Elliott & Hepting (eds.), Free Knowledge: confronting the commodification of human discovery: University of Regina Press, 2015. P. 114. http://www.uofrpress.ca/publications/Free-Knowledge