Aiutare le riviste a migliorare la loro qualità editoriale: un’analisi dei dati sugli effetti dei nuovi criteri di DOAJ

Nel maggio 2016, DOAJ ha comunicato i dati sui risultati del processo di riapplicazione, lanciato al fine di verificare la conformità delle riviste ad accesso aperto già elencate in DOAJ ai nuovi, ampliati e aggiornati criteri di inclusione. Tale processo si è concluso con la rimozione di un gran numero di riviste che non è riuscito a presentare una domanda aggiornata.
Essere volontari DOAJ (un’esperienza molto coinvolgente!), Paola come Editor e io come Associate Editor per l’Italia, ci ha fatto venire la curiosità di indagare se il nostro contributo, inteso come il contributo di tutti i volontari DOAJ in tutto il mondo, fosse stato efficace nel senso di cercare di migliorare la qualità delle riviste indicizzate nella Directory.
Così è nato Helping journals to improve their publishing standards: a data analysis of DOAJ new criteria effects, pubblicato da JLIS.it.1Marchitelli, A., Galimberti, P., Bollini, A., & Mitchell, D. (2017). Aiutare le riviste a migliorare la loro qualità editoriale: un’analisi dei dati sugli effetti dei nuovi criteri di DOAJ. JLIS.it, 8(1), 1-21. doi:http://dx.doi.org/10.4403/jlis.it-12052

Paola Galimberti è responsabile del repository istituzionale dell’Università degli Studi di Milano e segue, inoltre, diverse riviste pubblicate dall’università utilizzando OJS.
Io sto lavorando da alcuni mesi per EBSCO Information Services, come Library Service Engineer per l’Italia, Malta e Svizzera italiana e in precedenza ho lavorato per Cineca in qualità di esperto di automazione bibliotecaria e di publishing digitale.
Quando l’idea di scrivere un articolo sui primi risultati del processo di riapplicazione è diventata più chiaro, abbiamo deciso di coinvolgere Andrea Bollini, Chief Technology Innovation Officer di 4SCIENCE, esperto di informatica e di editoria digitale, nell’analisi dei dati, così come Dominic Mitchell, a quel tempo Community Manager DOAJ.
Essere protagonisti attivi nella comunità DOAJ è stato davvero utile quando abbiamo progettato la struttura dell’articolo, perché ci ha reso possibile conoscere, da un punto di vista interno, le fasi del processo riapplicazione e tutti i controlli necessari per verificare le ricandidature, dove trovare i dati necessari , e così via.

Punto di partenza per questa indagine è stato lo scetticismo sulle riviste ad accesso aperto causato dalle liste di Beall, per alcuni casi di retrazione e di cattiva condotta che ha coinvolto riviste ad accesso aperto, e a partire da alcuni articoli che accusavano l’Open Access di essere un modo di pubblicare riviste di bassa qualità influenzate dal sistema “publish or perish”.

L’interesse principale come redattore e editore associato per un gruppo di volontari profondamente coinvolto in questo processo è stato quello di esaminare i risultati dell’attuazione dei nuovi criteri, e la loro capacità di migliorare la qualità della directory e l’affidabilità delle informazioni lì indicizzate.

Un dataset di 12.595 riviste incluse in DOAJ dal lancio nel 2002 fino al 15 maggio 2016 è stata creato ed esaminato in rapporto ad altri dati. Le riviste eliminate da DOAJ durante il periodo considerato sono 3.776; la maggior parte (2.851 riviste) sono state rimosse poiché gli editori non sono riusciti a completare in tempo il procedimento di reapplication; 490 sono cessato o comunque inattive; 375 sono state escluse per questioni etiche; 53 perché non erano più ad accesso libero o erano sotto embargo, le ultime 7 per altri motivi. I primi cinque paesi sede di editore, per percentuale di riviste rimosse, sono il Giappone (74% delle riviste rimosso), Pakistan (60%), Canada (51%), Stati Uniti (50%), Messico (49%). I confronti hanno dimostrato che 158 riviste rimossi sono stati incluse nelle liste di Beall; 1.130 rivista indicizzate in DOAJ sono incluse in Scopus e/o JCR.
L’analisi dimostra che, grazie ai nuovi criteri di accettazione, al miglioramento del processo di screening eseguito da gruppi nazionali, sotto la direzione della nuova gestione, c’è stato un miglioramento della qualità notevole delle riviste indicizzate in DOAJ.

Come membri coinvolti in questo processo di miglioramento della qualità, gli autori considerano quindi il lavoro svolto dallo staff e dai volontari di DOAJ molto efficace nel promuovere la qualità delle riviste ad accesso aperto.

Note   [ + ]

1. Marchitelli, A., Galimberti, P., Bollini, A., & Mitchell, D. (2017). Aiutare le riviste a migliorare la loro qualità editoriale: un’analisi dei dati sugli effetti dei nuovi criteri di DOAJ. JLIS.it, 8(1), 1-21. doi:http://dx.doi.org/10.4403/jlis.it-12052